STORIA E FILOSOFIA DELLA MUSICA

Scopo di questa sezione è tracciare un percorso esaustivo per la musica, colta dagli albori ad oggi!!!

 

 

Fino all' illuminismo, il pensiero storico-filosofico sulla musica ha sempre ritenuto di dover limitare il proprio ambito a ciò che in quella disciplina poteva essere ricondotto alla speculazione matematica: derivazione degli intervalli consonanti, teoria della composizione, tutto rigorosamente dimostrato more geometrico, nella totale non curanza (quando non addirittura ignoranza) di quanto concerneva l’aspetto concreto della composizione e dell’esecuzione, e quindi senza alcun riferimento ad alcun ‘particolare’ musicale, in quanto la musica aveva una funzione celebrativa senza nessuna velleità artistica; infatti ai suoi albori la musica occidentale fu debitrice alla tradizione del canto ebraico, giunto in Europa in seguito alla cristianizzazione. Per secoli fu essenzialmente vocale, monodica, essendo gli strumenti musicali non visti di buon occhio dal potere ecclesiastico. La musica strumentale ebbe un forte sviluppo dal Rinascimento in poi, per affermarsi prepotentemente con le grandi forme: Fuga, Concerto, Sinfonia. Vertiginoso è il cambiamento che l'arte in generale e la musica nello specifico hanno vissuto in due secoli di storia. L'Ottocento vede il passaggio dal trionfo della forma e della regola al superamento di esse, sino allo stravolgimento del sistema tonale consolidato, alla base della cultura musicale europea. La crisi del pensiero positivista della seconda metà dell'Ottocento si rivela in modo definitivo agli albori del nuovo secolo. Si smorzano le certezze, non esistono verità assolute e ci si sposta verso un progressivo atteggiamento di dubbio. I musicisti sperimentano forme compositive sempre più elaborate e a volte di difficile comprensione, creando una spaccatura tra la musica del passato e quella contemporanea. Si assiste in seguito al modificarsi del concetto stesso di musica, non più considerata un insieme ordinato ed armonioso di suoni gradevoli, ma in grado di annoverare rumori, nuovi strumenti e tecnologie. Non ci sono più tendenze generali nelle quali l'artista si riconosce pienamente, ma innumerevoli stili compositivi, spesso tra loro contrastanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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